Piombo nelle zone umide: Webinar sulla proposta ECHA di restrizione


Organizzato da IEACS, AFEMS, FACE e SAAMI in collaborazione con il WFSA il primo di una serie di webinar sulla proposta di restrizione nell’utilizzo delle munizioni di piombo nelle zone umide. Roma, 03 luglio 2020 – L’ANPAM ed il CNCN hanno preso parte oggi al primo di una serie di webinar sul piombo nelle munizioni, promosso da AFEMS, FACE, IEACS e SAAMI in collaborazione con il WFSA e rivolto a tutte le associazioni e alle aziende del comparto europeo. I relatori di AFEMS, FACE e IEACS hanno presentato il quadro normativo e si sono concentrati sulle azioni urgenti e necessarie messe in campo per evidenziare alle Istituzioni competenti e a tutti gli operatori del comparto i rischi legati alla possibile approvazione (prevista entro il 15 luglio) del progetto di restrizione sulle zone umide da parte del Comitato REACH: le prescrizioni proposte dalla CE sono prive dei requisiti di proporzionalità, come ad esempio la definizione della zona umida che, ad avviso della Commissione stessa deve ritenersi "qualsiasi zona temporaneamente coperta dall'acqua indipendentemente dalle sue dimensioni" (per intenderci anche un piccolo specchio d’acqua dopo la pioggia), per non parlare della terminologia suggerita per il “trasporto” o “possesso” delle munizioni a base di piombo nelle zone umide che è fumosa, poco chiara e non ragionevole in quanto presume la colpevolezza del cacciatore/tiratore che attraversa una zona umida e, di fatto, supera le direttive originarie sulle quali tale restrizione era stata designata. La presentazione è stata seguita da una discussione, moderata dal SAAMI, che ha affrontato il tema della necessaria collaborazione di tutti gli attori del sistema per entrare in contatto ciascuno con i propri interlocutori nazionali in un momento così cruciale per il settore. Il webinar è stato seguito attivamente da un numero considerevole di aziende e associazioni nazionali di produttori di armi sportive e relativo munizionamento, collezionisti, armieri, cacciatori e tiratori sportivi. Nella profonda convinzione che ci siano delle responsabilità da parte di quelle istituzioni che, pur sensibilizzate da oltre un anno sul tema, non comprendono che il testo così proposto contiene delle inesattezze macroscopiche che danneggeranno senza motivo il comparto sportivo – venatorio con inevitabile ricadute economico occupazionali, è necessario continuare ad investire in un coordinamento più strutturato, serio e puntuale per cercare di dialogare in modo più costruttivo con i vari paesi membri. Cogliamo l’occasione per condividere l’articolo pubblicato in data odierna su Euractiv, noto portale multimediale d'informazione europea (www.euractiv.com). L’articolo è consultabile a consultabile qui.


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