Roma, 24 novembre 2008

STRAGE DI VERONA
Ancora una volta, purtroppo, all’indomani di un terribile episodio di cronaca si rinfocola l’annosa polemica sulla detenzioni delle armi da parte dei cittadini.
Alcuni mass media, ed anche qualche autorevole rappresentante delle istituzioni, tornano a chiedere un immotivato e inutile inasprimento delle norme che regolano la detenzione delle armi comuni e sportive.
E’ assolutamente evidente che non possano esistere divieti e restrizioni in grado di impedire l’esplosione di un raptus di follia omicida o suicida, e che in una simile eventualità ogni strumento può essere idoneo ad arrecare ferite mortali agli altri e a se stessi.
E non ci sembra assolutamente fondata l’obiezione di chi afferma che con un’arma da fuoco sia più facile commettere delitti plurimi. La cronaca, infatti, tragicamente ricca di episodi criminosi, smentisce con fermezza questo assunto: qualsiasi attrezzo può essere usato per uccidere una, più persone e se stessi. Non è assolutamente necessario andare a ricercare negli archivi, è sufficiente sfogliare i giornali di quest’anno per trovare dolorosissimi esempi di episodi incredibilmente simili a quello di Verona, dove un affermato professionista ha ucciso a colpi di pistola moglie e tre figli, prima di suicidarsi.
Il 9 marzo scorso, a Taranto, un chirurgo ha sterminato a martellate la propria famiglia, moglie e due bambine piccole e poi si è ucciso tagliandosi l’arteria femorale. E’ bastato un martello a trasformare un medico pacifico e stimato in un feroce assassino.
L’ANPAM ritiene che di fronte a questi episodi, che sconvolgono le coscienze dell’intero paese, gettando tutti nel dolore e nello sconforto, non si possa reagire con una semplicistica richiesta di proibire la detenzione delle armi sportive e per difesa personale, ma si debba invece insistere sull’applicazione puntuale, da parte di tutti gli organi competenti, delle leggi che già allo stato attuale garantiscono la sicurezza dei cittadini rispetto alla detenzione impropria delle armi.

L’UFFICIO STAMPA ANPAM

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